giovedì 8 dicembre 2011

Sant Jordi, i giorni dei libri e delle rose

“Stupirsi di come la forza travolgente della vita riesca a nutrirsi delle cose negative, mutandole in meravigliose” N.Persico

Barcellona

Ci sono posti che si affacciano nelle nostre vite, luoghi che restano impressi, come fotografie, che vivono nel ricordo, un mimo, la gente, gli ambulanti e le rose.

La Rambla si apre davanti a me, srotolando chilometri di messaggi che attraversano terre straniere, fino al confine di un’assenza.

Che pesa nel mio zaino, peraltro quasi vuoto, stamattina, uscita di fretta dal mio albergo in Plaza Real. La metropolitana, un’amica, il suono del cellulare che annuncia il tuo buongiorno, tra un cappuccino che mi manca e una poesia di Neruda.

I giorni dei libri e delle rose

È la festa di Sant Jordi.

Le fontane alzano un velo d’acqua che attraversato dal sole regala un caleidoscopio di arcobaleni.

Piove su noi una musica gitana e il volo di tortore mi fa alzare lo sguardo al cielo, tra le linee morbide di questi palazzi.

Tu, architetto ingrigito a seguire le linee di fuga verso pensieri orfani di parole. Tu che parli così poco.

Ci sono posti che restano dentro di noi, nel brandello di memoria, come una bandana legata al polso.

Oggi mi è venuta in mente Barcellona mentre corro sul lungomare, la musica in cuffia, le palme, il venditore di palloncini e quello delle rose, mare a sinistra, come consiglia un amico.

Corro e per la prima volta la avverto, la rabbia.

Sale nei muscoli su fino alla gola, che fa male pure respirare.

Stringo i pugni e corro, il mare oggi ha qualcosa di speciale, è immobile, sembra un lago, con le nuvole viola, sfilacciate come segmenti di pensieri, liberi.

Corro fin quando vedo il sole che buca le nuvole, un volo di gabbiani. Mi fermo, per riprendere fiato, le mani sui fianchi, un aereo solca il cielo con la sua scia, lo guardo per quello che è, solo un graffio nell’anima.

Mi giro, riprendo a correre, la città vecchia si sta svegliando tra le sue cupole e le linee ardite dei campanili. La rabbia è stato il prezzo della mia libertà. Ora, finalmente. Viva. Mare a destra.

Perché verranno altri giorni.

I giorni dei libri e delle rose

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