mercoledì 18 luglio 2012

Recensione a Parigi Dakar


Posto la mail bellissima di un amico che ha letto Parigi Dakar:

Erano le 20 quando ho appoggiato sul telo mare il tuo libro lasciando a vista la quarta di copertina, un sorriso alla tua foto e uno sguardo veloce sulle parole di Patrizia che ben riordinano miei pensieri e le mie emozioni . Erano le 20  il sole stanco calava verso la Francia e alcuni pescatori prendevano il posto dei bagnanti e con gesti lenti e sempre uguali parevano danzare tra terra e mare sogno e realtà. Sono andato verso il mare lo ammetto con in gola strozzata una voglia di piangere pensando alla fine di Luca che....... potrà riabbracciare Elena..... Poi vicino a me sulla spiaggia una bimba avrà avuto 5 anni...la madre dolcemente l’ ha chiamata ....Viola vieni...... Quando ho sentito il suo nome una vampata di emozioni mi ha travolto come onda improvvisa che inesorabile colpisce..... Viola.... Prima del tuo libro sarebbe stato un nome tra tanti di una piccola bimba vestita di rosa a righe bianche sottili... Ora é lo stesso nome di una amica irraggiungibile... Che ha vissuto il vero travagliato amore rimasto eterno proprio nella sua amarezza e crudeltà .... Tanto intenso quanto doloroso... Penso che per un'autrice far vivere così profondamente un personaggio nell’ animo del lettore sia un risultato grande.... Mi giro sorrido alla piccola viola e con la coda degli occhi mi pare di scorgere su una panchina del lungo mare una donna vestita di rosso con una busta in mano…si tolse gli occhiali da sole e iniziò a leggere.... Grazie Cri

-Dario Giubergia-

1 commento:

Cristina ha detto...

sono senza parole, grazie