sabato 15 giugno 2013

Sei il mio segreto



La vita ci bruciava dentro di cenere e assenzio.
“Che ci fa un comunista eccentrico come me, con un’intellettuale snob come te?”
Leggevamo Proust alla Cappella degli Scrovegni.
Priori di confraternite estinte portavamo in processione vergini di gesso.
Poeti e scrittori, attori e menestrelli, artisti squattrinati e scultori, maestri vetrai, intellettuali e giornalisti aprivamo le segrete di una cantina letteraria, come a Montmartre mezzo secolo fa.
“Vuoi che legga per te? Solo per te?”
“No, voglio che scrivi. Di me.”
Moriremo con un ramo di albero di Natale conficcato nel cuore.
E un verso, da scrivere sul petto. Un segreto.

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